Yoann Ignatiew
General Partner, Head of International Equity and Diversified

Nonostante l'incertezza, alcune asset class hanno registrato performance di tutto rispetto, sostenute da politiche monetarie più accomodanti e da misure di stimolo a sorpresa. Il rimbalzo della Cina ha consentito ai mercati emergenti di distinguersi, con l'MSCI Emerging Markets che ha registrato un aumento del +7,8%1 e l'MSCI World che ha guadagnato il +6%1. Tra gli indici occidentali è emersa una certa disparità nell’andamento: l'S&P 500, sostenuto, per una volta, dallo slancio dei 4932, ha registrato un guadagno del 5,5%, mentre l'Euro Stoxx 50 ha registrato una crescita più modesta del 2,2%1.
R-co Valor ha registrato un incremento del +6,5% nel periodo in esame3, portando la sua performance da inizio anno al +15%3. L'esposizione alle azioni cinesi è stata il principale contributore alla performance, sia nel terzo trimestre che da inizio anno. Il Partito Comunista ha sorpreso i mercati presentando una serie di misure assolutamente inedite volte a rilanciare un'economia in difficoltà. Sono state ipotizzate diverse misure, tra cui un taglio di 20 punti base del tasso di riferimento (il primo dal 2020) e una riduzione di 50 punti base del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) per le banche. La riduzione di quest'ultimo, che determina la quota di depositi che le banche devono detenere, dovrebbe consentire alle banche commerciali di concedere maggiori prestiti alle imprese a sostegno dell'economia reale. La Cina ridurrà anche i tassi di interesse sui mutui immobiliari in essere, con conseguenze per più di 150 milioni di persone4. Il taglio è destinato a stimolare i consumi e gli investimenti. Infine, per arginare il calo dei prezzi degli immobili, in molte grandi città, come Canton, Shenzhen e Shanghai, sono state abolite le restrizioni all'accesso alla proprietà. A parte il caso della Cina, un'analisi settoriale rivela che il settore energetico - che rappresenta il 2% del portafoglio azionario, con Schlumberger come unico titolo - è stato il principale contributo negativo, penalizzato dal calo del 17% dei prezzi del petrolio, in un contesto di crescenti timori di recessione1.
All'interno di R-co Valor, l'esposizione azionaria a fine settembre si attestava al 70 %3. Il trimestre è stato caratterizzato da due fasi distinte: acquisti opportunistici in agosto, seguiti da significative prese di profitto in settembre. A inizio di agosto, i timori di un rallentamento economico più marcato del previsto negli Stati Uniti ha fatto registrare un'impennata della volatilità sui mercati azionari. Questo movimento è stato amplificato anche dai flussi finanziari, in quanto l'apprezzamento dello yen rispetto alle altre valute ha portato a una massiccia liquidazione di posizioni speculative. Di conseguenza, il VIX5 ha raggiunto livelli che non si vedevano dai tempi di Covid, e i mercati hanno subito una correzione di quasi il 7% in tre giorni1. In questo contesto, nell'ambito di R-co Valor abbiamo acquistato opportunisticamente alcuni titoli che ritenevamo essere stati ingiustamente penalizzati, per circa il 2% del fondo3. Abbiamo rafforzato le posizioni in alcuni dei titoli più colpiti, tra cui Walt Disney, LVMH, CATL, Schlumberger o Grab. La seconda fase è subentrata a settembre, dopo l'impressionante rimbalzo dei mercati cinesi (+35% in meno di un mese sul Hang Seng1). Abbiamo mantenuto un approccio rigoroso e abbiamo realizzato alcune prese di profitto, riducendo l'esposizione a diversi titoli cinesi tra quelli in portafoglio: Alibaba, CATL, Tencent, Vipshop, Trip.com. Tenendo conto degli acquisti effettuati all'inizio di ottobre, abbiamo ridotto la nostra esposizione nella regione del 2,5%3. Nonostante il recente rally, sostenuto in particolare dalla liquidazione delle posizioni ribassiste da parte degli investitori internazionali, attendiamo misure governative più concrete in grado di stimolare i consumi interni. Più in generale, manteniamo un approccio opportunistico e continuiamo a cercare titoli dal profilo “atipico”. Tra questi figurano anche alcuni titoli trascurati per il momento da molti investitori, come quelli del settore sanitario, che attualmente soffrono per via del loro profilo più difensivo. Abbiamo inoltre aperto una posizione su AES dal momento che il settore delle utilities è destinato a beneficiare della riduzione dei tassi d’interesse.
Nell'attuale contesto, non intendiamo assumerci rischi elevati e rimaniamo posizionati su aree storicamente a bassa allocazione azionaria. La nostra esposizione al monetario storicamente elevata, intorno al 30%3, ci offre un duplice vantaggio: 1/ non siamo completamente esposti alla volatilità dei mercati e 2/ abbiamo la flessibilità necessaria per acquistare quando lo riteniamo opportuno, come abbiamo fatto in agosto. Inflazione persistente e mercato del lavoro solido, in particolare negli Stati Uniti, stanno complicando seriamente il compito della Fed6, e rendono ancora più problematico il processo di riduzione dei tassi intrapreso. D'altro canto, le elevate aspettative di crescita degli utili per il 2025, le elezioni presidenziali di fine anno, l'instabilità geopolitica e i crescenti deficit di bilancio delle principali potenze mondiali sono tutti fattori che ci spingono a mantenere un posizionamento relativamente prudente.
Nel periodo esaminato, R-co Valor Balanced ha avuto un'esposizione azionaria del 37%, mentre la componente obbligazionaria ha rappresentato il 54%. Il resto era investito in prodotti del mercato monetario e assimilati3. Il fondo ha guadagnato il +5,1% nel trimestre, portando la sua performance da inizio anno al +10,4 %3.
La componente azionaria di R-co Valor Balanced replica quella di R-co Valor. I movimenti effettuati e il posizionamento sono i medesimi.
Il 18 settembre la Federal Reserve statunitense ha tagliato i tassi di riferimento di 0.5 punti percentuali, per la prima volta dal 2020. I tassi di interesse, già aumentati in precedenza per frenare l'impennata dei prezzi, da luglio 2023 si attestano tra il 5,25% e il 5,50%7, livello massimo deli ultimi venti anni. Nel suo discorso, Jerome Powell ha ribadito il duplice mandato dell'istituto: promuovere la massima occupazione e mantenere la stabilità dei prezzi. In questo contesto, i rendimenti dei Treasury a 10 anni sono nuovamente scesi, toccando per un breve periodo il minimo annuo del 3,6%, per poi chiudere il trimestre al 3,8%8. La curva dei tassi di rendimento negli Stati Uniti ha registrato una “riduzione dell’inversione”, con i rendimenti delle obbligazioni a più breve termine diminuiti in misura maggiore rispetto a quelli delle obbligazioni a più lungo termine. In Europa, la Banca Centrale Europea (BCE) ha tagliato i tassi di riferimento in anticipo rispetto alla Fed, operando due tagli consecutivi di 25 punti base che li ha portati ad attestarsi al 3,50% a fine settembre9. Nel periodo in esame, il titolo decennale tedesco è sceso di 40 punti, al 2,1%8. Il terzo trimestre è stato particolarmente attivo per il mercato primario delle obbligazioni denominate in euro: gli emittenti hanno approfittato delle condizioni favorevoli per rifinanziare il proprio debito, mentre gli investitori hanno mostrato un marcato appetito. La performance trimestrale delle obbligazioni societarie denominate in euro è rimasta positiva. Gli indici Investment Grade10 e High Yield11 in euro registrano la stessa performance in rialzo del 3,3% nel trimestre8.
In tale contesto, per quanto riguarda la quota azionaria del fondo, continuiamo a privilegiare le società con bassi livelli di indebitamento e la capacità di mantenere flussi di cassa elevati. Nel segmento delle obbligazioni corporate Investment Grade, che rappresenta circa il 90% del portafoglio3, prediligiamo la parte centrale della curva e tendiamo a preferire le emissioni con rating A, che a nostro avviso offrono il miglior profilo di rischio/rendimento. Peraltro, circa il 16 % del fondo è costituito da titoli di Stato tedeschi3, cosa che ci ha permesso di estendere la duration senza aggiungere rischio di credito. Infine, abbiamo aumentato la nostra copertura attraverso CDS12 sull'indice Main iTraxx, che a fine settembre rappresentava circa il 20% del nostro portafoglio obbligazionario3. Questi strumenti sono concepiti per proteggerci al meglio contro il rischio sistemico.
Nella componente azionaria del fondo, i movimenti effettuati sono gli stessi del fondo R-co Valor.