Yoann Ignatiew
General Partner, Head of International Equity and Diversified

I fallimenti di Silicon Valley Bank e del Credit Suisse, risultati di una crisi di fiducia e fuga di depositi, hanno messo a dura prova la solidità del sistema bancario americano ed europeo. Le azioni congiunte di governi e banche centrali, sulla scorta dell’esperienza maturata nel 2008, sembrano tuttavia aver arginato l’incendio. Gli investitori hanno accolto con favore gli sforzi delle autorità e scontano adesso un allentamento delle politiche monetarie nel prossimo futuro. Negli Stati Uniti, l’inflazione ha continuato a scendere nel trimestre, ma ad un ritmo più lento di quanto previsto per la parte core (che esclude cibo ed energia). La Fed ha mantenuto la rotta, annunciando nella riunione di marzo un ulteriore aumento dei tassi d’interesse di 25 punti base al 4.75%-5%, il livello più alto dal 2007. In Europa, l’inflazione core continua ad aumentare, evidenziando un incremento del +5.7% su base annuale(2). Come previsto, la BCE ha varato un ulteriore aumento di 50 punti per i tre tassi d’interesse di riferimento fino all’intervallo compreso fra il 3% e il 3.75%.
In Cina la situazione è molto diversa. Nonostante la fine della politica zero-Covid a fine 2022, il rimbalzo degli indici è stato deludente nella prima parte dell’anno. Le tensioni geopolitiche e la mancanza di pubblicazioni che confermino una solida ripresa spiegano in parte l’apatia osservata sui mercati azionari. Tuttavia, riteniamo che la normalizzazione sanitaria, i tassi bassi e le misure di stimolo a sostegno della crescita possano portare a un significativo rimbalzo economico nei prossimi mesi. Il dispiegamento dell’ingente quantità di fondi dovrebbe fornire un sostegno significativo a una ripresa che sembra ormai avviata.
L’esposizione azionaria di R-co Valor si attesta al 77% a fine marzo, il livello più basso da gennaio 2020. Abbiamo continuato la nostra strategia di prese di profitto dopo un inizio d’anno positivo per i mercati azionari nonostante il deterioramento generale delle condizioni macroeconomiche. La parte restante dell’allocazione, pari al 23%, è attualmente investita in fondi del mercato monetario, titoli di Stato francesi con scadenza inferiore a un anno e liquidità(3). Nel primo trimestre sono stati effettuati pochi acquisti, in linea con la nostra volontà di orientare il portafoglio verso un profilo più difensivo. Sul fronte delle vendite, abbiamo ceduto la totalità della società farmaceutica AstraZeneca, dopo un anno solido sul mercato azionario del 2022 (+29%(4)), e della parte rimanente della compagnia di crociere Royal Caribbean. Allo stesso tempo, abbiamo approfittato del rimbalzo di alcuni titoli per ridurre l’esposizione e capitalizzare i profitti: Manulife, Richemont, ABB e Hello Group sono stati parzialmente venduti.
Il fondo ha registrato una performance del +6.95% da inizio anno(3). Il settore finanziario ha contribuito in misura minore alla performance a causa del crollo di Silicon Valley Bank. Il titolo rappresentava l’1% del fondo all’inizio di marzo ed è ora valutato a 0. Il settore tecnologico è stato invece il miglior contributore, beneficiando del forte calo del decennale americano e il rinnovato interesse degli investitori per le big tech(5). Anche alcuni dei nostri titoli del settore sanitario sono stati tra i principali contributori dall’inizio dell’anno, come Seagen, che ha contribuito per l’1% alla performance del fondo dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte di Pfizer . Il graduale deterioramento delle pubblicazioni macroeconomiche, guidato dalla restrizione dell’accesso al credito, ci ha indotto alla cautela. Per questo motivo abbiamo riposizionato il portafoglio verso un profilo più difensivo. Rimaniamo tuttavia convinti che permangano delle opportunità in un contesto in cui è probabile che la Fed interrompa la sua politica di rialzo dei tassi a metà anno.
A fine marzo, R-co Valor Balanced aveva un’esposizione azionaria del 39.5%, mentre la componente obbligazionaria rappresentava il 50.7%. La parte rimanente è destinata a liquidità(6).
La componente azionaria di R-co Valor Balanced replica quella di R-co Valor. I movimenti effettuati e il posizionamento sono i medesimi.
Dopo il forte rialzo del 2022, i tassi hanno iniziato l’anno in calo su entrambe le sponde dell’Atlantico. I rendimenti decennali statunitensi e tedeschi sono scesi rispettivamente di 41 punti base al 3.5% e di 27 punti base al 2.3%(8). L’affievolirsi dei timori di una profonda recessione ha portato anche a un netto restringimento dello spread(9) italiano, con il tasso a 10 anni che ha chiuso con un calo di 60 punti al 4.1%. Questo ottimismo, unito alle aspettative degli investitori di politiche monetarie più accomodanti, ha sostenuto la classe di investimento obbligazionaria in euro nel primo trimestre. Il segmento Investment Grade(10) ha registrato una performance del +1.7%, l’High Yield(11) del +2.8%(8).
R-co Valor Balanced ha registrato una performance del +4.55% nel trimestre. Se analizzate per classe di attività, le azioni hanno contribuito per circa il 75% alla performance complessiva, grazie in particolare all’esposizione ai settori della salute e della tecnologia. Anche le obbligazioni hanno fornito sostegno in un contesto di tassi d’interesse in calo, contribuendo per il 25% alla performance del periodo. Il settore finanziario ha dato un contributo negativo, sia sul fronte azionario sia obbligazionario(12).
All’interno del portafoglio obbligazionario del fondo, i rendimenti ancora interessanti delle obbligazioni Investment Grade ci hanno permesso di cogliere opportunità, soprattutto sul mercato primario, con scadenze intermedie e rischio di credito limitato. Ci siamo posizionati in modo opportunistico anche sul mercato secondario, in particolare sui titoli finanziari nella prima parte del trimestre, per poi privilegiare le obbligazioni societarie. La nostra esposizione ai titoli High Yield e senza rating è stata ridotta marginalmente nel corso del periodo e ora rappresenta il 16% del portafoglio obbligazionario. Le condizioni di mercato ci hanno permesso di incrementare in modo significativo il rendimento a scadenza del portafoglio, che a fine marzo era pari al 6.7% con una sensibilità di 3.4(12).
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