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Monthly Macro Insights - Settembre 2023

Strategia  —  08/09/2023

Marc-Antoine Collard

Chief Economist – Director of macroeconomic research

Negli ultimi mesi, le narrazioni dominate dall’inasprimento delle banche centrali che producono un’inevitabile recessione sono svanite dalla scena. Gli investitori continuano infatti a scommettere sulla tenuta dell’espansione statunitense e globale. Tuttavia, le prospettive economiche rimangono particolarmente incerte a causa dell’ulteriore deterioramento della fiducia delle imprese.

Cina ed Europa sollevano di nuovo preoccupazioni…

Il messaggio che emerge dalle indagini europee di agosto è chiaro: l’espansione è a rischio. Nel Regno Unito, il PMI(1) è crollato a 48,6 dopo una modesta ripresa negli ultimi sei mesi, quando gli effetti economici di raffreddamento dovuti all’aumento dei tassi di interesse hanno iniziato a influire sulla spesa e sulla fiducia. Molte imprese hanno sottolineato che l’incerta crescita economica del Regno Unito e la rigidità dell’inflazione stanno pesando sulle prospettive, soprattutto perché il sottoindice del lavoro arretrato è sceso al livello più basso da oltre tre anni.

Nell’Eurozona, l’indagine sul sentiment economico nella CE(2) è sceso a 93,3(3), un livello registrato l’ultima volta nel 3° trimestre del 2022, quando si temeva una crisi energetica dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e durante la crisi del debito dell’Eurozona all’inizio degli anni 2010. Questa flessione fa eco al forte calo del PMI composito, sceso a 47 in un contesto di forte calo della fiducia delle imprese di servizi. Diversi fattori possono spiegare il significativo calo evidenziato dalle indagini, tra cui la deludente attività economica della Cina e gli strascichi della politica monetaria. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, nel mese di luglio i prestiti alle famiglie hanno registrato un tracollo a causa dell’aumento dei tassi ipotecari, e anche i prestiti alle imprese hanno subito un rallentamento. Infatti, l’ultima indagine sui prestiti della BCE ha mostrato che gli standard di credito alle imprese si sono ulteriormente inaspriti, mentre una percentuale record di istituzioni finanziarie ha segnalato un calo della domanda di prestiti da parte delle imprese(4).

In Cina, i recenti sviluppi hanno aumentato le preoccupazioni per le potenziali ricadute della debolezza del settore immobiliare sul resto dell’economia, anche se i segnali dei PMI di agosto sono stati moderatamente costruttivi. Secondo l’indice S&P Global, la fiducia delle imprese nei settori non manifatturieri è scesa inaspettatamente in agosto, passando da 54,1 in luglio a 51,8, il livello più basso negli ultimi otto mesi. L’ottimismo nel settore dei servizi si è notevolmente raffreddato, con le aspettative sull’attività futura che hanno registrato il dato più basso da novembre. Tuttavia, l’indice manifatturiero è balzato a 51 da 49,2, accendendo l’ottimismo sulla possibilità che le misure di stimolo annunciate dalle autorità nelle ultime settimane iniettino fiducia e dinamismo nell’economia cinese(5). Ad esempio, la Banca Popolare Cinese ha deciso di tagliare i tassi dei mutui esistenti e di abbassare i requisiti di acconto, in quanto l’obiettivo della politica continua ad essere quello di frenare il rallentamento del settore immobiliare.

… e le divergenze potrebbero presto attenuarsi

Per contro, gli ultimi dati macroeconomici negli Stati Uniti indicano che l’economia è solida. I consumi sono rimasti sostenuti a luglio e la domanda di lavoro si è mantenuta solida il mese scorso, con un aumento dell’occupazione di altri 187.000 posti di lavoro, in crescita rispetto all’incremento di 157.000 unità del mese precedente, che sarebbe stato ancora più consistente se non fosse stato per lo sciopero di Hollywood e il fallimento di una storica azienda di autotrasporti(6).

Tuttavia, la fiducia delle imprese è scesa in agosto al livello più basso del periodo post-GFC, suggerendo che i rischi di un’evoluzione negativa sono aumentati. Inoltre, l’indagine della Fed sulle opinioni dei Senior Loan Officer in materia di prestiti ha mostrato che una significativa percentuale di banche ha dichiarato di aver inasprito gli standard per le carte di credito e altri prestiti al consumo. Tuttavia, il credito ha svolto un ruolo determinante nel sostenere i consumi, mentre il tasso di risparmio delle famiglie è sceso ai minimi storici. Inoltre, negli ultimi tre anni, i mutuatari di prestiti studenteschi negli Stati Uniti hanno beneficiato di una sospensione della maturazione degli interessi sui loro prestiti, che ha dato un po' di respiro finanziario a milioni di persone. Tuttavia, venerdì 1° settembre gli interessi hanno iniziato a maturare e i pagamenti dovrebbero iniziare domenica 1° ottobre, con un impatto su 43 milioni di mutuatari che devono più di 1.700 miliardi di dollari(7).

Nel frattempo, fino a poco tempo fa, l’attività economica globale è stata caratterizzata da una divergenza settoriale insolitamente ampia, con un settore manifatturiero debole ma un’attività sostenuta nel settore dei servizi, a sostegno dell’aspettativa degli investitori sulla tenuta della crescita globale. Questa divergenza si è un po' attenuata nel mese di agosto, per una serie di motivi.

Il settore dei servizi, purtroppo, sta mostrando segni di flessione, in linea con la scarsa performance del settore manifatturiero. La flessione di quest’ultimo è proseguita con l’indice al di sotto della soglia dei 50 per un anno, anche se i dati di agosto hanno fornito segnali di attenuazione della contrazione. Detto questo, il leggero miglioramento rispetto al mese è dovuto quasi esclusivamente alla Cina. Infatti, escludendo quest’ultima, il PMI manifatturiero globale è sceso ancora una volta ed è bloccato a un livello che non indica un grande (se non nullo) slancio nel settore, con il sottoindice della produzione futura e il rapporto nuovi ordini/scorte che rimangono a un livello coerente con il calo della produzione(8).

Nel complesso, sebbene gli investitori rimangano ottimisti sulle prospettive economiche, le ultime indagini sulla fiducia delle imprese non confermano questa visione.

L’inflazione rimarrà probabilmente un vincolo

Se i rischi di un’evoluzione negativa dovessero concretizzarsi e sconvolgere lo scenario di un’economia globale resiliente, con quale rapidità le banche centrali reagirebbero per sostenere l’economia?

Il recente calo dell’inflazione è stato incoraggiante, soprattutto grazie alla riduzione degli effetti base delle materie prime. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi dei servizi e dei salari rimane ostinatamente elevata. È quindi probabile che le banche centrali reagiscano più lentamente a un aumento del tasso di disoccupazione rispetto alla storia recente, al fine di preservare la propria credibilità.

La visione degli investitori di un ritorno relativamente indolore dei tassi di inflazione agli obiettivi potrebbe rivelarsi molto incerta. A questo proposito, la storia insegna che all’inizio degli anni '80 il presidente della Fed Paul Volcker fu costretto a deteriorare il mercato del lavoro per contenere l’inflazione. Un sacrificio a breve termine per un beneficio a lungo termine.

Completato il 6 Settembre 2023.

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(1) Indice dei responsabili degli acquisti, un indicatore che riflette la fiducia dei responsabili degli acquisti in un settore di attività. Al di sopra di 50 indica un’espansione dell’attività, al di sotto di 50 una contrazione
(2) L’Economic Sentiment Indicator (ESI) è un indicatore composito prodotto dalla Direzione generale Affari economici e finanziari (DG ECFIN) della Commissione europea.
(3) Eurostat, settembre 2023.
(4) Banque de France, comunicato stampa del 25 luglio 2023.
(5) Ufficio nazionale di statistica cinese, settembre 2023.
(6) BLS degli Stati Uniti, agosto 2023.
(7) Bloomberg, settembre 2023.
(8) Ufficio nazionale di statistica cinese, settembre 2023.