Charles-Edouard Bilbault
Global Equities Portfolio Manager

Charles-Edouard Bilbault: Nell'attuale clima geopolitico, caratterizzato dai conflitti in corso in Europa orientale e in Medio Oriente, l'oro svolge appieno il suo ruolo di bene rifugio. Inoltre, il considerevole acquisto di oro da parte di alcune banche centrali, in particolare quella cinese, ha alimentato in modo significativo questo rialzo dei prezzi: per ridurre la propria dipendenza dal dollaro e assicurarsi un bene rifugio in un contesto geopolitico incerto, queste banche ne acquistano più di 1.000 tonnellate all'anno dal 20221 (pari a circa il 25% della domanda globale), più del doppio della media storica. Tuttavia, nonostante i prezzi dell'oro siano tornati ai massimi storici, le grandi società minerarie non riescono a suscitare l'interesse degli investitori (+38% per il prezzo dell'oro da gennaio 2023 rispetto al +30% dell'indice delle miniere aurifere)2. Questa sottoperformance è dovuta principalmente all'aumento dei costi dell'energia, dei materiali e della manodopera, tutti fattori essenziali per l'estrazione dei metalli. L'aumento dei costi, determinato dal contesto inflazionistico, ha eroso la redditività, rendendo queste società meno interessanti per gli investitori rispetto all'esposizione diretta all'oro fisico.
C-E.B.: Il consolidamento del settore offre prospettive interessanti. La ricerca di minerali richiede molto tempo: dalla scoperta di un giacimento alla sua messa in produzione possono passare fino a quindici anni. Considerate le valutazioni attuali, per una società aurifera è spesso più redditizio acquisire un concorrente che sviluppare una nuova miniera. Il settore è ancora molto frammentato, con molte società di medie dimensioni che possiedono un solo asset. Questo apre le porte alle acquisizioni nei cosiddetti "distretti minerari", ossia miniere vicine che, raggruppandosi, consentono di realizzare economie di scala e di beneficiare di una maggiore efficienza operativa. È molto probabile che questa tendenza alla concentrazione prosegua o addirittura si intensifichi nei prossimi anni. Infine, con la stabilizzazione dei costi di produzione dopo l'episodio inflazionistico post-Covid - quando i salari, i prezzi dell'energia e dei beni di consumo sono fortemente aumentati - le miniere offrono prospettive di miglioramento dei margini operativi. L'effetto leva legato all'aumento del prezzo dell'oncia d'oro dovrebbe contribuire pienamente in tal senso. Con questa nuova accelerazione dei margini, parte della liquidità generata dovrebbe essere riallocata agli azionisti.
C-E.B.: R-co Thematic Gold Mining investe principalmente nelle grandi società minerarie aurifere. Tuttavia, questo fondo si distingue per la diversificazione della sua allocazione. Infatti, investiamo anche in società minerarie diversificate che operano nell'estrazione di materiali associati alla transizione energetica, come rame, nichel e litio. La domanda di queste materie prime è destinata ad aumentare notevolmente, poiché sono utilizzate in una serie di componenti chiave della transizione energetica (pannelli solari, turbine eoliche, veicoli elettrici, ecc.). Inoltre, alcuni di questi metalli si comportano in modo "anticiclico" rispetto all'oro, consentendoci di far fronte a un'ampia varietà di contesti macroeconomici. Un altro elemento distintivo del fondo è la capacità di investire in società di esplorazione le cui valutazioni si consolideranno parallelamente al loro sviluppo, dall'ottenimento dei permessi all'entrata in produzione. Questo posizionamento ci consente di trarre vantaggio dalla tendenza al consolidamento nel settore e dagli investimenti strategici dei principali operatori. Infine, R-co Thematic Gold Mining rimane investito principalmente in società minerarie aurifere e offre un'esposizione significativa alle variazioni dei prezzi dell'oro. R-co Thematic Gold Mining consente di beneficiare in misura maggiore dell'effetto leva operativa, ossia della capacità delle società minerarie di incrementare i propri margini in un contesto di aumento dei prezzi dell'oro.