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R-co Strategic Metals & Mining – Al centro di un nuovo ciclo strategico

Focus sui fondi  —  16/06/2026

Charles-Edouard Bilbault

Global Equities Portfolio Manager

I metalli hanno sempre accompagnato le grandi fasi di espansione economica. Storicamente, il consumo pro-capite è aumentato di 1,8 volte tra gli anni ’20 e ’40 con l’urbanizzazione, e di 2,7 volte tra gli anni ’50 e l’inizio degli anni ’80 sotto l’impulso dell’industrializzazione1. Oggi emerge un nuovo paradigma: la transizione energetica e la ridefinizione delle catene del valore potrebbero determinare un ulteriore incremento della domanda fino a circa 2,3 volte entro il 20502. I metalli non sono più soltanto input industriali, ma diventano pilastri strategici per elettrificazione, digitalizzazione e sovranità economica, in un contesto globale segnato da tensioni commerciali, rivalità tecnologiche e crescente attenzione alla sicurezza delle forniture.


A fronte di questa accelerazione della domanda, l’offerta rimane strutturalmente rigida. Il settore minerario sconta anni di underinvestment, nuove scoperte insufficienti, riserve in progressivo esaurimento e tempi di sviluppo estremamente lunghi (servono spesso oltre quindici anni per portare una miniera dall’esplorazione alla produzione). Questo disallineamento tra domanda strutturalmente crescente e offerta vincolata nel tempo crea, a nostro avviso, le condizioni per un ciclo di lungo periodo, paragonabile alle grandi fasi delle commodity legate a urbanizzazione, industrializzazione e globalizzazione. Ciò che rende il contesto particolarmente interessante è che questa dinamica ancora non si riflette pienamente nelle valutazioni di mercato.


R co Strategic Metals & Mining nasce proprio per intercettare questa trasformazione, attraverso una costruzione di portafoglio basata su due driver complementari. Da un lato, i grandi produttori offrono esposizione diretta alle dinamiche attuali dei metalli, grazie ad asset in produzione, maggiore visibilità sugli utili e leva operativa al rialzo dei prezzi. In un contesto in cui i metalli assumono una valenza sempre più strategica, i migliori operatori globali possono beneficiare di un miglioramento dei margini, di una maggiore disciplina nell’allocazione del capitale e, in alcuni casi, di un ritorno più elevato per gli azionisti.


Dall’altro, le società di nuova generazione - sviluppatori e operatori in fase di esplorazione - rappresentano una leva decisiva. In un mondo in cui l’offerta futura appare insufficiente, le miniere di domani acquisiscono un valore crescente. Le società in grado di scoprire, sviluppare o mettere in produzione risorse di qualità possono generare una significativa creazione di valore, con potenziali rivalutazioni in caso di avanzamento dei progetti o nuove scoperte. Questo segmento comporta naturalmente una maggiore volatilità, ma consente di accedere a una fonte di alfa difficilmente replicabile attraverso i soli produttori consolidati. Il portafoglio mira quindi a bilanciare la solidità delle società in produzione con il potenziale di crescita dei progetti emergenti.
La forza del tema si riflette inoltre nella molteplicità dei driver di domanda. Il primo è la transizione energetica: energie rinnovabili, veicoli elettrici, batterie e reti richiedono volumi crescenti di metalli. Il rame ne è l’esempio più emblematico, essenziale per infrastrutture elettriche, mobilità elettrica e data center, con una domanda legata alla transizione che potrebbe raddoppiare entro il 2030. Il secondo riguarda l’intelligenza artificiale e, più in generale, le infrastrutture digitali, sempre più energivore e intensive in termini di materiali. Dietro l’IA vi è infatti un’infrastruttura fisica estremamente demandante, fatta di cavi, componenti elettrici, sistemi di raffreddamento e data center.


A questi fattori si aggiungono le crescenti esigenze di sovranità industriale. La pandemia, le tensioni commerciali e i conflitti geopolitici hanno reso evidente come l’accesso alle materie prime critiche sia oggi una questione strategica. Una quota significativa della raffinazione globale resta concentrata in Cina, spesso oltre l’80% per alcuni metalli, spingendo Stati Uniti, Europa e altre economie a diversificare le proprie catene di approvvigionamento. Difesa e reindustrializzazione rappresentano ulteriori driver: metalli come terre rare, titanio, alluminio e nichel sono essenziali per aeronautica, sistemi di difesa e tecnologie avanzate. La particolarità di questo tema risiede nella natura strutturale di tali driver: non si tratta di dinamiche cicliche, ma di trasformazioni profonde e durature.


In un settore storicamente volatile, la gestione richiede quindi un approccio rigoroso. R co Strategic Metals & Mining integra questa complessità attraverso una forte diversificazione per sotto-tematiche, combinando produttori, sviluppatori, società esposte ai materiali strategici e player legati al processamento o alle tecnologie minerarie. Questo consente di attivare diverse fonti di performance - beta3 settoriale, alfa4, rivalutazioni e opportunità di M&A - supportate da un’allocazione dinamica e da un processo di selezione particolarmente esigente, basato su qualità geologica, solidità economica, costi di sviluppo, governance e contesto normativo.


Infine, uno degli elementi più rilevanti del tema è il divario tra la sua crescente importanza strategica e il peso ancora limitato nei portafogli. Il settore Metals & Mining resta sottorappresentato nelle allocazioni globali, nonostante sia alla base dello sviluppo di intelligenza artificiale, energie rinnovabili e infrastrutture. Questa sottoesposizione genera un’interessante asimmetria: mentre i fondamentali continuano a migliorare, valutazioni e allocazioni non riflettono ancora pienamente questa evoluzione, ed è spesso in queste fasi di relativo disinteresse che si costruiscono le opportunità di investimento più interessanti nel lungo periodo.

 

 

Durata dell'investimento raccomandata: 5 anni.

SRI: 5/7. L'indicatore sintetico di rischio consente di valutare il livello di rischio di questo prodotto rispetto ad altri. Indica la probabilità che questo prodotto registri perdite in caso di movimenti di mercato o della nostra incapacità di rimborsarvi. L'indicatore di rischio si basa sull'ipotesi che conserviate il prodotto per 5 anni. Il rischio reale potrebbe essere molto diverso se scegliete di uscire prima della scadenza e potreste ricevere meno in cambio. Abbiamo classificato questo prodotto nella categoria di rischio 5 su 7, che corrisponde a una classe di rischio tra media e alta e riflette principalmente il suo investimento nei mercati azionari legati al settore dei metalli rari e preziosi. In altre parole, le perdite potenziali legate ai risultati futuri del prodotto sono a un livello medio-alto e, se la situazione nei mercati dovesse peggiorare, è probabile che la nostra capacità di rimborsarvi ne risenta.

Prima di qualsiasi investimento, è imperativo leggere attentamente il KID PRIIPS e il prospetto dell'OIC, in particolare la sezione relativa ai rischi e ai costi, disponibili sul sito web di Rothschild & Co Asset Management: am.eu.rothschildandco.com

[1] Fonte: Rothschild & Co Asset Management, giugno 2026.
[2] Fonte: Bloomberg, BNEF Transition Metals Outlook 2024.
[3] La sensibilità di un'attività alle fluttuazioni di mercato.
[4] L'alfa misura la performance di un'attività al di là di quanto spiegabile dal mercato (ovvero, al netto del beta).

Investire in quote o azioni di qualsiasi fondo comune di investimento comporta dei rischi. In particolare, gli investitori sono esposti al rischio di perdita del capitale.